Exalt Cycle - Evasion Therapy (EP)

 

 


Gli Exalt Cycle sono un quartetto milanese dedito ad un metal di chiara derivazione thrash/death che nel 2007 ha pubblicato il primo full-lenght intitolato “Across The Ashes And The Roots”, meritevole di aver saputo riscuotere numerosi consensi tra gli addetti ai lavori. Impegnata on the road per il biennio 2007/2008 insieme ad Exilia, Extrema e Pino Scotto, la band vede un cambio quanto mai decisivo in formazione: il bassista Andrea lascia il posto al nuovo arrivato Keniez, musicista dotato di una ottima tecnica, che insieme al drummer Balo compone una sezione ritmica precisa, nervosa e martellante. Le influenze che emergono ascoltando i quattro all'opera sono indubbiamente i grandissimi “Machine Head” del superbo “Burn my eyes” e gli Slipknot dei recenti “Vol.3 Subliminal verses” ed “All hope is gone” ed a tratti anche qualche richiamo ai “Lamb of God” di Ashes of the wake”, ma in minima parte. La voce di Zack alterna momenti di puro growl ad altri più melodici: quest’alternanza è il punto di forza del combo che nelle parti più dure esplode in un suono roccioso e potente, merito anche della feroce chitarra macinariff di Wolverine, che pure mette in luce una discreta abilità nella composizione delle parti più melodiche.
Detto questo, guardiamo al presente: lo scorso ottobre gli Exalt Cycle tornano in primo piano con la loro seconda creazione “Evasion Therapy”, un  EP composto da cinque tracce per un totale di cica venti minuti di musica piena di rabbia. Composizioni come l’apripista “Wring My Blood” o “Infected Mind” evidenziano l’amore del combo per i Machine Head, qui rimescolati, riveduti e corretti senza rischio di bieche copiature.
 “Made to Measures” rallenta il tiro e risulta più viscerale e proprio per il suo passo rallentato si conferma la più riuscita del lotto. “Candles Light” viaggia invece su territori più cari agli Slipknot, con un refrain di facile memorizzazione ed un cantato abbastanza pulito che nelle parti  growl si fa però più nervoso che nelle altre canzoni. In chiusura troviamo“The Spieces Fall” che musicalmente si posiziona sul piano delle composizioni precedenti, ma a livello vocale si nota un’attenzione maggiore nell’utilizzo del growl che qui, più che altrove, si lascia apprezzare per una maggiore incisività.
Sebbene un EP di soli cinque pezzi non offra una panoramica completa sulla band, “Evasion Therapy” è sicuramente un buon lavoro capace di far apprezzare a chi ascolta la bravura e l'intelligenza musicale degli gli Exalt Cycle che meritano di essere ascoltati ed apprezzati per aver saputo comporre ottimi brani. Anche se il fantasma di Rob Flynn è sempre in agguato, diamo atto al gruppo che bravura ed originalità non mancano e dunque li aspettiamo alla seconda prova sulla lunga distanza per valutare nella completezza di un intero album le tracce di "Evasion Therapy".
In conclusione: album da ascoltare!


Alessandro Ebuli

 

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