Alex Falcone - Aphasia

 

 

“Aphasia” è un disco che si inserisce in quel filone di grandi collaborazioni e supergruppi tanto cari ai musicisti rock e metal, che di norma nulla aggiungono e nulla tolgono alle discografie degli artisti coinvolti. Moltissimi i nomi chiamati a raccolta in questo progetto: si va da James Christian (House of Lords), a Kee Marcello (Europe, K2), a James Thompson (Zucchero, Joe Cocker), a Doogie White (Rainbow, Y.Malmsteen) e molti altri più o meno conosciuti.
Svetta su tutti la mente del progetto, l’eclettico tastierista Alex Falcone, conosciuto per le numerose collaborazioni con importanti nomi della scena internazionale e per i vari lavori solisti. L’album si pone all’ascoltatore come una fusione tra composizioni Aor e melodic rock, genere predominante perché comune a tutti i partecipanti all’album; i cori e gli inserimenti delle tastiere rendono le canzoni facilmente  fruibili, merito dell’estro di Falcone nel creare tappeti sonori pomposi, ma mai invadenti.
Spesso l’abbondanza di grandi nomi ed illustri compositori porta una moltitudine di idee ed ottime intuizioni, talvolta pregne di chiari riferimenti alle band dei singoli musicisti, che insieme rischiano di stonare gonfiando troppo i suoni e appesantendo la struttura delle canzoni. Discorso diverso va fatto per questo album nel quale ogni artista porta con sé il proprio background, ma se “Aphasia” è nel complesso un album estremamente godibile lo si deve proprio a Falcone che ha saputo anche collocare nei giusti spazi i vari strumenti, per prime le sue tastiere , insieme ad organo e synth, quasi sempre ben calibrate in ogni composizione. E’ il caso di “Screaming for you”, “In the holster” ed “Heat”, grandi esempi di rock melodico, dove i cori e le melodie non lasciano spazio a critiche; delle ottime “Racing with the spirit” e “Ridin on”, gemme di classic/Aor tra le migliori del lotto, infine giudizio assolutamente positivo anche per “Emerald” ed “Angel blue” che a tratti ricordano i Magnum d’annata.
Quelle che invece sembrano essere non pienamente convincenti sono per fortuna soltanto due,se escludiamo la breve intro “Sunrise”, “Alexander Graham Bell”, cover dei “The Sweet” e la titletrack “Aphasia” :  la prima si propone come un rock melodico gonfiato a dismisura di cori ed arrangiamenti, per altro non molto lontana dall’originale, mentre la seconda sembra più un esperimento di Falcone che percorre strade più sperimentali sullo stile di Alan Parson. Buona comunque l'idea di averle inserite in chiusura dell’album.
Menzione a parte va fatta per “Why”, una riuscitissima Pomp/Aor song, dove si fa notare la splendida interpretazione di James Christian degli House of Lords e nella quale si apprezza particolarmente l’inserimento di un sax che stupisce per sapersi perfettamente collocare nel pezzo, donando una venatura “jazz” tale da rendere la canzone pregna di un forte impatto emozionale: per chi scrive la migliore dell’album.
Complimenti quindi ad Alex Falcone per aver dato alle stampe un buon disco di sano rock, in grado di regalarci un’ora di ottima musica e, visti i numerosi superprogetti sparsi nel mondo che spesso non soddisfano le aspettative del pubblico, diamo invece un caldo benvenuto a questo “Aphasia” ed alla sua ventata di freschezza ed originalità.

Alessandro Ebuli

 

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