Roberto Rosa 15/11/09

 

 

 

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E' sotto gli occhi di tutti che  negli ultimi periodi il panorama degli eventi live sia stato costretto ad assistere impotente alla chiusura di spazi che ormai godevano della nomea di punti di riferimento, lo storico Rolling Stone, il cui ricordo ora giace sotto il progetto di un ampio ed ahimè funzionale parcheggio nel centro di Milano, ne è l'esempio più sofferto, capita però che qualche eccezione in senso opposto avvenga. La passione e la voglia di continuare a far vivere la musica nella sua inscindibile dimensione live porta ancora qualche “inguaribile romantico” a decidere di investire le proprie forze ed il proprio lavoro in questo ambito, aprendo così nuovi spazi in cui le band possano esibirsi ed il pubblico possa godere della loro arte. E' anche questo ciò che intende realizzare Roberto Rosa, ex musicista, ma soprattutto proprietario del nuovo Soundtrack, che abbiamo incontrato lo scorso 15 novembre in occasione del “See You in Heaven Fest” e con il quale abbiamo voluto realizzare questa intervista attraverso la quale abbiamo cercato di capire qualcosa in più sul mondo di chi organizza eventi live e del loro rapporto con la musica, i musicisti ed il pubblico. Ecco come Roberto ha risposto alle nostre domande, buona lettura!

Elisa: Ciao Roberto, iniziamo cercando di conoscerti un po' meglio e soprattutto cercando di inquadrare quello che fai: come ti sei avvicinato al mondo della musica e come hai poi deciso di far sì che questo mondo diventasse un lavoro che ti ha portato ad aprire il Soundtrack?
Roberto:
Allora, la passione per la musica ed in particolare il metal e l'hard rock c'è da sempre! Ho iniziato a pensare che questa mia passione potesse diventare qualcosa di più concreto circa quattro anni fa. Tutto infatti è iniziato nel 2005, quando mi sono trovato ad organizzare ad Adro, il mio paese, una piccola festa della birra, che ha ottenuto una buona risposta da parte del pubblico, così, insieme agli altri organizzatori abbiamo deciso di ripetere questa positiva esperienza anche gli anni successivi, cercando di ingrandire e migliorare sempre di più quello che era ormai divenuto un appuntamento fisso per molti. Il nostro obbiettivo era quello di far crescere la manifestazione (quella che poi diventerà l'Adro Rock Festival n.d.r.): siamo partiti con la prima edizione avendo solo band tributo, con Doro Pesch come head liner. Negli anni successivi accanto ai tributi abbiamo inserito band di calibro sempre maggiore come Leaves Eyes, Joe Bonamassa, per citarne alcune, non solo metal, ma cercando di spaziare anche nel blues. Seguendo l'organizzazione dell'Adro Rock Festival sono venuto in contatto con le agenzie che, vedendo la qualità del lavoro, l'organizzazione perfetta e la risposta positiva da parte del pubblico ma anche e soprattutto delle band, mi hanno lanciato l'idea di aprire un locale. In sostanza, loro mi hanno lanciato l'idea, io alla fine mi sono convinto e così mi sono mosso per cercare il posto. Ti dico la verità, trovare la giusta location non è stato facile! Alla fine si è presentata l'occasione di questo locale, così ho contattato le agenzie e siamo partiti: abbiamo organizzato i primi eventi tenendo conto delle caratteristiche del locale. Ovvio, non posso pensare di portare i Metallica qui, però insomma band che riescano a tirare dalle ottocento, mille persone che propongano musica valida e che possano essere ascoltati e visti nelle migliori condizione che il locale offre, questo lo si può fare!

E.: Prima di arrivare al Soundtrack e alla sua apertura, rimaniamo un secondo sugli inizi: mi parlavi dell'Adro Rock Festival, che però l'anno scorso non ti ha visto tra gli organizzatori, come mai?
R.:
Sì non ho avuto proprio il tempo materiale di organizzarlo perché ho dovuto seguire e dare la priorità all'apertura del Soundtrack, che come potrai immaginare mi ha occupato parecchio. L'organizzazione di Adro è comunque molto impegnativa: le selezioni delle band partono da una base di circa millecinquecento gruppi e si arriva ad una scrematura di venti. E' un lavoro molto lungo anche perché si ascoltano tutti e si cerca sempre di proporre sia tributi che band che facciano musica propria valide, quindi con l'imminente apertura del locale non avevo materialmente il tempo per occuparmi con gli altri di questo evento. Comunque l'organizzazione è stata curata da un capace gruppo di ragazzi, che hanno portato avanti la tradizione, diciamo così. Ci sarò invece l'anno prossimo, anzi siamo già al lavoro, anche se non sappiamo se si terrà sempre ad Adro oppure in un altro paese, dobbiamo valutare un attimo alcuni dettagli. Ti posso dire  però che abbiamo già un paio di gruppi molto forti per poter portare avanti la manifestazione. Ora che il Soundtrack è finalmente partito posso pensare anche all'organizzazione dell'Adro  del prossimo anno.

E.: Passiamo al Soundtrack: mi dicevi che trovare questo locale non è stato per niente facile...
R.:
Esatto! Per aprire un locale che possa ospitare eventi live capaci di attirare un pubblico consistente sono necessarie caratteristiche strutturali particolari e non è facile trovarle tutte nello stesso edificio. Anche la ricerca tramite agenzie immobiliari è stata un po' difficoltosa! Alla fine sono riuscito a trovare questo posto che rispondeva a molti requisiti che volevo: il fatto di essere raggiungibile in circa un'ora di macchina da qualsiasi parte della Lombardia lo rende fruibile anche ad un pubblico che viene da più lontano rispetto alla provincia di Bergamo, tra l'altro è posizionato vicino all'uscita dell'autostrada, quindi è davvero facilmente raggiungibile; possiede di un ampio parcheggio e questo non è da sottovalutare, inoltre era già dotato di tutti i permessi necessari a questa attività ed infine, dettaglio veramente importante ha una buona acustica! Mi ritengo soddisfatto, dai!

E.: In un periodo di crisi come questo, anche il mondo della musica si trova a fronteggiare i problemi che da ciò derivano,  in particolare i live vedono una flessione palpabile di pubblico che sembra muoversi esclusivamente per i grandi eventi “snobbando” quelli più contenuti e magari di nicchia. Aprendo il Soundtrack proprio in questo momento come ti stai confrontando con queste problematiche?
R.:
Quello che dici è vero, perché attualmente c'è effettivamente poco seguito per quelli che sono gli eventi “minori”. I grandi nomi quali possono essere Metallica, Ac/Dc e mostri sacri simili attirano sempre un pubblico consistente, mentre se non hai questi nomi oggi si fa davvero fatica a raggiungere le cinquecento persone. In generale ti posso dire che nel mio lavoro ci si muove cercando di scegliere gruppi che siano qualitativamente validi, a prescindere dal nome, che magari non passano spesso e volentieri dall'Italia, quindi il fatto che arrivino in concerto può solleticare la curiosità e spingere le persone a muoversi anche per questi eventi. A questi cerco sempre di abbinare qualche band del posto così da poter creare anche un movimento proprio legato alla zona. Stasera p
er esempio abbiamo i John Doe, che sono di Bergamo, con i Toxic Holocaust avremo altri due gruppi bergamaschi, anche nella serata degli Skyclad ci sarà una presenza di band locali. Questa scelta la faccio per cercare di coinvolgere e dare valore anche alle realtà musicali locali: da ex suonatore, ci tengo che anche i gruppi che suonano per passione possano condividere il palco con band delle quali ascoltano i dischi e per loro questo diventa anche un riconoscimento, sono delle piccole soddisfazioni che possono togliersi. Ben inteso, auguro a tutti di riuscire a fare successo e vendere milioni di dischi, però si sa che attualmente è davvero difficile. In Italia poi il mercato è davvero strano, perché se il live non propone il grande nome, le persone non si muovono più per seguire un concerto: vuoi che siamo in crisi economica, vuoi anche che tanti locali non sono strutturati per offrire un live corretto. Se vai a vendere un prodotto, come può essere il concerto, è necessario essere commercialmente competitivi ed efficienti: questo significa offrire un buon impianto audio e impianto luci, dei fonici capaci e validi e soprattutto avere una location che abbia i requisti per ospitare un evento live. Secondo me anche questo scoraggia molto la gente. Ci sono band che arrivano dall'America e si ritrovano a suonare in birrerie o locali diciamo non idonei  ed obbiettivamente ne risente la qualità, l'immagine e tutto ciò che gravita attorno all'evento. Purtroppo la realtà è questa ed i numeri sono davvero bassi, soprattutto se guardiamo l'ambito rock e metal, che qui in Italia, si sa, rimangono generi praticamente di nicchia!

E.: Mi riattacco al tuo discorso relativo al fatto che a volte i locali non sono adatti ad ospitare live per analizzare con te un altro aspetto: molto spesso le band italiane si ritrovano purtroppo a fare paragoni tra le organizzazioni italiane e quelle straniere, lamentando una scarsa professionalità in casa propria rispetto a trattamenti assolutamente professionali che invece ricevono all'estero, vedendosi trattati al pari di nomi anche più grandi rispetto a loro. Mi piacerebbe sentire la tua opinione di organizzatore di concerti in merito a questa realtà...
R.:
Guarda alla fine tutto si riduce ad una mera questione di budget. In Germania, per esempio, qualsiasi gruppo venga proposto in un live, si sa fin dall'inizio che il concerto sarà seguito almeno da cinquecento persone, perché lì è diversa la mentalità della gente: le persone si muovono per ascoltare musica. Personalmente organizzando concerti qui al Soundtrack molto spesso mi capita di chiudere in perdita. La mia fortuna è che il locale fa anche da discoteca e con questa attività si lavora abbastanza da poter pensare di proseguire con l'attività live, investendo parte degli incassi che entrano dalla discoteca nell'organizzazione di concerti, che rimane una mia grande passione alla quale non vorrei rinunciare. Però comunque qui in Italia il live generalmente, se non è un grosso evento, è un investimento che rimane il più delle volte in perdita. E' chiaro che se non hai alle spalle una struttura che ti possa coprire tutte le spese che devi fronteggiare quello che rimane da fare è tagliare. Per esempio, se tu hai un gruppo che costa duemila euro e nella serata ci sono cinquanta .persone, per non andare in perdita ovviamente dovrai tagliare... ti assicuro che questa è una cosa frequentissima! I festival o i locali esteri, io prendo come esempio la Germania, però ovviamente anche altrove, hanno più disponibilità economica e quindi possono garantire un'organizzazione migliore e quindi seguire in maniera anche più professionale le band e da un certo punto di vista anche il pubblico. Il Wacken vende novantamila biglietti e va in sold out un anno prima dell'edizione stessa, da noi per raggiungere cifre del genere dobbiamo fare nove edizioni del Gods Of Metal! Alla fine, come dicevo prima, si riduce tutto a quanto un locale o un evento ha a disposizione: credo che avendo almeno cinquecento persone paganti si possa garantire alla band un trattamento più che professionale, se però questo non avviene purtroppo ci vanno di mezzo le stesse band. A tutto questo forse va anche aggiunto il fatto che tanti gestori di locali non hanno un'adeguata conoscenza musicale e quindi alla fine sono imprenditori fine a se stessi e come tutte le cose se non le fai con passione ed un'adeguata conoscenza, chiaramente non vengono bene. Personalmente vado molto d'accordo anche con i manager esteri perché comunque conosco l'argomento,  so di cosa sto parlando e mi rendo conto anche delle problematiche che una band in tour può avere. E' necessario quindi avere coscienza delle necessità che musicisti, lontani da casa per mesi, possono avere, quindi, dare loro un pasto caldo che non sia un panino ed una camera decente è il minimo. Questo appunto non viene capito da tutti coloro che organizzano eventi, proprio perché magari non conoscono quale sia effettivamente la realtà, la vita on the road ed anzi guardano solo al profitto nudo e crudo.

E.: Bene, parliamo dell'attività live proposta dal Soudtrack: su quali criteri ti basi per scegliere le band da inserire nel calendario?
R.:
Ci sono essenzialmente due canali: le agenzie e la mia passione! All'inizio della stagione ho mandato alle agenzie con cui collaboro e con le quali tra l'altro c'è un ottimo rapporto di lavoro, richieste di quelli che sono, diciamo, i miei sogni, ovviamente desideri proporzionati alle capacità del mio locale. Sono circa una ventina di gruppi che davvero mi farebbe piacere avere qui al Soundtrack... e questa è una strada. Poi ovviamente c'è tutto il circuito proprio delle agenzie che propongono al locale le tourneè delle varie band. Personalmente quando mi trovo a decidere quali gruppi scegliere tra quelli proposti dalle agenzie cerco di puntare sulla qualità, perché la qualità ha sempre pagato! Vedi la data che abbiamo fatto per l'inaugurazione con i Folkstone ed i Fintroll (lo scorso 21 settembre n.d.r.), ma anche stasera ( “See You In Heaven Fest” con House of Lords n.d.r.) la qualità c'è! Purtroppo ci sono poi anche tanti gruppi di nome, ma che qualitativamente non valgono nulla, quelli li scarto a priori, poi è chiaro che si deve cercare di accontentare un po' tutti, però, nei limiti del possibile si cerca di mantenere sempre un certo livello qualitativo e di non scendere mai sotto!

E.: Il Soundtrack vanta il merito di aver introdotto per primo una “strategia” vincente per quanto riguarda la vendita dei biglietti, con i costi di prevendita realmente abbassati: ci spieghi come funziona il tutto?
R.:
Sì, noi insieme ad un altro locale, l' Holden di Lonato del Garda, siamo stati effettivamente i primi a pensare ed in seguito ad introdurre i biglietti con la prevendita ribassata. E' molto semplice: abbiamo un prezzo di vendita alla cassa ed un altro prezzo in prevendita che rispetto a quello alla cassa è inferiore di circa tre - cinque euro, dipende dal tipo di evento, rispetto al costo reale del biglietto. La vendita è seguita direttamente da noi, quindi evitiamo di passare tramite terzi canali che ovviamente hanno un costo aggiuntivo dovuto ai diritti di prevendita, che portano ad alzare il costo. L'utente deve semplicemente effettuare il bonifico e inviarci una mail che certifichi l'avvenuto pagamento, appena la riceviamo, stampiamo i biglietti e li spediamo, il tutto a nostre spese. Rimane un iter un pochino più impegnativo, perché comunque è necessario fare qualche controllo, però insomma, è giusto così...ci sembra una soluzione giusta e che possa funzionare!
E.: In effetti è stata poi diciamo “copiata” in seguito anche da molti altri, magari distorcendo un pochino la cosa...(risata n.d.r.)
R.:
(risata n.d.r.) Sì, distorcendo molto la questione...il buon Andrea Pieroni ha distorto un po' la questione ed ha pregato tutti gli altri promoter di iniziare a seguire questa linea di vendita, quando alla fine è stato lui l'ultimo ad adottare la soluzione! All'inizio infatti ci siamo mossi noi e questo ragazzo di Lonato, siamo partiti il 21 giugno scorso; subito ha seguito Bologna Rock City e poi a ruota hanno iniziato anche gli altri ad offrire questo pacchetto. La cosa ironica è stata che a distanza di qualche mese dal momento in cui si era iniziato ad applicare la prevendita ribassata, è uscito un comunicato stampa dove si inventa l'acqua calda e si invita tutti ad usarla (risate n.d.r.)!

E.: Ok, Roberto, abbiamo quasi finito, un'ultima domanda: cos'ha in calendario il Soundtrack per i prossimi periodi?
R.:
Allora domenica prossima (22 novembre n.d.r) avremo la finale di un concorso europeo di band emergenti e come ospiti ci saranno i Trick or Treat che rappresentano uno degli esempi tra i più significativi di band italiane nate come tributo ma arrivate al successo con la qualità del proprio lavoro. Seguirà un evento che sarà al di fuori del metal che si terrà il prossimo 28 novembre: ospiteremo infatti la convention europea dei fans club dei Queen con tributo, mostra fotografica e proiezione di filmati inediti. Poi avremo Paul Di Anno con i Los Pirates ( 11 dicembre n.d.r.), ci sarà un festival Gothic metal finlandese con gli Swallow The Sun ed altre band,  in calendario è anche prevista una serata trash/grind con i Toxic Holocaust dall'America ( 16 dicembre n.d.r.), evento sicuramente molto “pesante”. Ci sarà poi una serata dedicata al folk metal che avrà come head liner gli inglesi Skyclad accompagnati dai nostri Elvenking, con i Clairvoyants e dai Tool Silence di Bergamo (20 dicembre n.d.r.)
E.: Questa è una bella chicca, è rarissimo vedere gli Skyclad in Italia...
R.: 
Sì, credo siano venuti solo una o due volte, mi ricordo che erano stati al Gods of Metal e tra l'altro avevano fatto anche una gran bella performance! Diciamo che questo rientra in quanto di dicevo prima relativamente al trovare gruppi di nicchia che vengono poco in Italia, ma che comunque hanno un loro seguito proprio perchè propongono musica di una certa qualità... chi ascolta gli Skyclad, che tra l'altro sono sulla scena da vent'anni, ne riconosce anche la qualità della loro musica, sono davvero una grande band! Detto questo, ci si rivede a febbraio! Per gennaio purtroppo sono saltati alcuni eventi: dovevamo fare i Pagan's Mind ma hanno annullato la tourneè, erano previsti i Trashold, ma anche loro hanno posticipato la tourneè europea ad ottobre... comunque i nomi per il 2010 sono tanti ed interessanti, qualcuno ancora da confermare, ma posso dire che ci saranno molte novità interessanti!
E.: Noi non possiamo che essere curiosi allora ed aspettare con un pizzico di ansia le novità della prossima stagione! Bene, Roberto, abbiamo finito! Ti ringrazio per essere stato così disponibile, ora ti lasciamo tornare al tuo lavoro!
R.:
Grazie a voi e a presto! Ora però, godetevi il concerto!!!

Salutiamo così Roberto e lo lasciamo tornare alle faccende del suo locale, che pian piano inizia a riempirsi di persone giunte per assistere a questo “See You in Heaven Fest” di cui a breve saranno pubblicati i report redazionale e fotografico, non perdeteli!

Elisa Penati

 

 

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